Nucleare: il Wwf spiega le ragioni del suo “no”

Nucleare: il Wwf spiega le ragioni del suo “no”

Dopo l’accordo tra Italia e Francia del 24 febbraio 2009 si torna a discutere di energia nucleare. Roberto Pizzutti, presidente Wwf del Friuli Venezia Giulia, spiega le ragioni del suo “no”.

2 Risposte a “Nucleare: il Wwf spiega le ragioni del suo “no””

  1. Roberto Pizzutti Says:

    Ad integrazione di quanto indicato nell’intervista sui consumi energetici della Francia (da “l’inganno”, di Michele Buono):

    BERNARD LAPONCHE - ECONOMISTA ENERGIA
    Qual’è la cosa da cui siamo più dipendenti dal punto di vista energetico? Tutti i Paesi e la Francia come gli altri? E’ il petrolio. Se compariamo il consumo di petrolio per abitante nei quattro grandi Paesi dell’Unione Europea, la Francia consuma 1,46 tonnellate per abitante, la Germania nel 2007 1,36, 1,31 l’Italia, 1,33 il Regno Unito.

    MICHELE BUONO
    L’Italia senza il nucleare consuma meno petrolio!

    BERNARD LAPONCHE - ECONOMISTA ENERGIA
    Non cambia niente nel consumo del petrolio, anzi la Francia ne consuma pure di più.

    MICHELE BUONO
    Perchè l’elettricità non si fa con il petrolio.

    BERNARD LAPONCHE - ECONOMISTA ENERGIA
    Perchè l’elettricità non si fa con il petrolio. Avere molta elettricità d’origine nucleare non riguarda affatto il primo dei problemi della sicurezza energetica che è il petrolio. Dunque questa storia della sicurezza energetica è una menzogna. In secondo luogo si dice che il nucleare rappresenti il 40 % dell’energia primaria in Francia, è colossale. La centrale nucleare è prima di tutto una centrale termica: si produce calore e solo una parte di questo calore è trasformata in elettricità. Ma al posto di contare l’elettricità si conta il calore che è 3 volte di più e si gonfia così nelle statistiche, l’importanza del nucleare. L’elettricità rappresenta circa il 20% del consumo finale di energia e alla fine il contributo del nucleare al consumo di energia finale in Francia è del 14%. Tutto il resto è petrolio, gas, carbone, energie rinnovabili.

    MICHELE BUONO
    Ed escluso le rinnovabili e un po’ di carbone tutto il resto viene importato.

  2. Roberto Pizzutti Says:

    Ad integrazione di quanto riportato sui consumi energetici della Francia (da “L’inganno”, di Michele Buono):

    BERNARD LAPONCHE - ECONOMISTA ENERGIA
    Qual’è la cosa da cui siamo più dipendenti dal punto di vista energetico? Tutti i Paesi e la Francia come gli altri? E’ il petrolio. Se compariamo il consumo dipetrolio per abitante nei quattro grandi Paesi dell’Unione Europea, la Francia consuma 1,46 tonnellate per abitante, la Germania nel 2007 1,36, 1,31 l’Italia, 1,33 il Regno Unito.

    MICHELE BUONO
    L’Italia senza il nucleare consuma meno petrolio!

    BERNARD LAPONCHE - ECONOMISTA ENERGIA
    Non cambia niente nel consumo del petrolio, anzi la Francia ne consuma pure di più.

    MICHELE BUONO
    Perchè l’elettricità non si fa con il petrolio.

    BERNARD LAPONCHE - ECONOMISTA ENERGIA
    Perchè l’elettricità non si fa con il petrolio. Avere molta elettricità d’origine nucleare non riguarda affatto il primo dei problemi della sicurezza energetica che è il petrolio. Dunque questa storia della sicurezza energetica è una menzogna. In secondo luogo si dice che il nucleare rappresenti il 40 % dell’energia primaria in Francia, è colossale. La centrale nucleare è prima di tutto una centrale termica: si produce calore e solo una parte di questo calore è trasformata in elettricità. Ma al posto di contare l’elettricità si conta il calore che è 3 volte di più e si gonfia così nelle statistiche, l’importanza del nucleare. L’elettricità rappresenta circa il 20% del consumo finale di energia e alla fine il contributo del nucleare al consumo di energia finale in Francia è del 14%. Tutto il resto è petrolio, gas, carbone, energie rinnovabili.

    MICHELE BUONO
    Ed escluso le rinnovabili e un po’ di carbone tutto il resto viene importato.

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