Zvech: “Tre sì al referendum per ridiscutere la legge porcata”

Zvech: “Tre sì al referendum per ridiscutere la legge porcata”

Dopo le elezioni europee e con le amministrative prossime al ballottaggio, abbiamo intervistato il segretario regionale del Partito democratico Bruno Zvech. Nonostante un calo di 4 milioni di voti alle consultazioni per il parlamento di Bruxelles – il Pd ha totalizzato il 26,1%, contro il 31,1% del 2004 – Zvech rivendica la tenuta del suo partito, davanti ai pessimi risultati che la socialdemocrazia ha raccolto quasi dappertutto in Europa. Il segretario elogia il sorprendente risultato di Debora Serracchiani: lo ritiene un voto a favore del programma di rinnovamento della candidata udinese ma non una bocciatura dell’attuale classe dirigente del partito.
Commenta inoltre i possibili scenari apertisi per la giunta regionale dopo l’ampia affermazione della Lega nord, capace di raccogliere quasi il 17,5% dei consensi in Friuli Venezia Giulia: secondo l’esponente democratico gli scricchiolii nel centro-destra diventeranno fibrillazioni quando la maggioranza sarà chiamata ad esprimersi sui provvedimenti concreti resi urgenti dalla crisi economica. Quanto alle manovre in atto nella propria parte, riguardanti il dibattito che condurrà il Pd al congresso nazionale in autunno, Zvech si mantiene cauto: rimanda ogni commento alla conclusione delle elezioni amministrative e auspica un confronto sui temi che vada oltre i personalismi e indichi pochi filoni concreti su cui il partito dovrà costruire la propria identità e il programma per tornare a governare l’Italia.
Un’ultima battuta è dedicata al referendum sulla legge elettorale: l’invito agli elettori è quello di votare 3 “sì” per cancellare il cattivo costume delle candidature multiple in collegi diversi e per riaprire il dibattito su quella che definisce senza mezzi termini una legge “porcata”.

Una Risposta a “Zvech: “Tre sì al referendum per ridiscutere la legge porcata””

  1. giulio macabelli Says:

    SEMIALTERNO a New real systematic deal!
    Come pretendere di risultare competitivi a livello internazione con mezzi strutturalmente squilibrati ed incompleti: legge elettorale e referendum!
    Da tempo tutta la classe politica si professa disponibile solo a parole a dimezzare i Parlamentari quando praticamente questa riduzione per coerenza si doveva applicare ancora al tempo dell’elezione del Primo Parlamento Europee dovendo prossimamente ed imprescindibilmente da quest’ultimo sempre più dipendere nel recepire normative e/o adeguamenti legislativi! Pertanto, sempre più anacronistico risulta ritrovarsi in casa, in Italia, con un ulteriore doppione giacché palesemente ancora più ridondante ed anacronistico risulta il nostro bicameralismo perfetto. Un doppione che non ha eguali a livello mondiale. “Dispositivo” con il quale autoreferenzialmente ulteriormente si rafforza e perpetua la casta: autonominandosi, auto assolvendosi, ecc. Quindi al 2° quesito sarebbe opportuno rispondere con un “Sì” per così accelerare il processo per definire al Senato la sua specifica funzione iniziata con l’approvato “federalismo fiscale!”. Invece, più opportuno risulta esprimersi con il “NO” al 1° quesito (oppure astenersi) per così ingenerare quella contraddizione necessaria a spezzare alla casta quel suo solito comodo perverso gioco del volersi mantenere intransitiva! Solo così, esasperando le contraddizione si potrà obbligare la classe politica a ritornarci effettive strutturali soluzioni innovative più pertinenti alla realtà dei nostri tempi per snellirne sin dagli ingressi “alle elezioni” i processi per la designazione delle rappresentanze cambiando in senso migliorativo l’attuale “porcata” ed incarreggiarci verso sistemi più completi quanto col SEMIALTERNO si propone per inoltrarci verso una vera democrazia deliberativa dell’”adhocrazia” senza ritrovarci al solito palo di quel solito totem dell’obsolescenza dei modelli elettorale! Pertanto, al 3° quesito il “Sì” lo diamo per scontato per mettere fine alla vocazione maggioritaria cesarista dell’ubiquità alla casta, quella delle candidature multiple, anche se questa non sarà la soluzione per permetterci minimamente di poter cambiare le cose e che faranno sparire il vizio di propinarci liste blindate precludendoci ogni possibilità di scelta!
    Questo modo “opposto” strategico di votare ai referendum a mio avviso, meglio obbligherebbe la classe politica a comunque dover cambiare la legge elettorale!… Anche se tutto questo potrà risultare abbastanza illusorio giacché difficile risulta poter supporre di rendere matura la nostra democrazia ponendo dei semplici “sì o no” a 3 quesiti referendari oltretutto, abrogando un residuo di una precedente legge elettorale senza un minimo processo di riflessione ben maggiore di tre soli semplici croci o più comode astensioni occorrerebbe un dibattito ed esteso confronto sulle necessità di un radicale rinnovamento attraverso un vero culturale percorso di rinascimento!
    In quanto tutto il contesto risulta strutturalmente sconnesso e molto equilibrato fuori da ogni “check & balance criterio” iniziando dallo stesso istituto referendario che volutamente viene mantenuto in un siffatto squilibrato speculativo modo e, per il solo verso “abrogativo” quando, per un minimo d’equilibrio, dovrebbe contemplare il suo complementare “referendum propositivo!” quanto una vera democrazia deliberativa, come la Svizzera attesta ed insegna, per un fisiologico procedere alcun equilibrio potrà mai reggersi basandosi sull’azione “abrogativa” del solo sempre togliere senza mai prevedere ad aggiungere con un “referendum propositivo”! Così come anacronistico risulta il criterio della necessità del quorum al “50% più uno” quando basterebbe semplicemente toglierlo! Diversamente se non si vorrà togliere il quorum al referendum perché non pretenderlo ed applicarlo anche per l’elezione dei Parlamentari. Ovvero, riconoscere la legittimazione parlamentare solo a coloro che hanno raggiunto il quorum (proporzionale ai quorum pieni di ogni partito). Ciò significherebbe disconoscere rappresentatività all’astensione al voto bianco ed al nullo e, questo giocherebbe come antidoto all’astensionismo e rendere il sistema più elastico flessibile per ricreare quell’indispensabile virtuoso concorrenziale dinamismo partecipativo necessario a mantenere viva la nostra democrazia senza rischiare di ulteriormente rinsecchirla aumentando il trend d’astensionismo! Questo criterio creerebbe ben più virtuose concorrenziali dinamiche anche su questo fronte permettendoci di meglio sintonizzarci ed allinearci a quanto impone l’era degli accessi, della connettività, che grazie alle nuove tecnologie ed internet, permette di ridurre in modo pervasivo tutte le filiere eludendo le distanze spazio-temporali e così poter velocizzare e massimizzare l’efficienza risolutiva dei problemi e delle istanze quindi anche l’ambito elettoral-istituzionale non potrà esimersi ed adeguarsi assorbendo strutturali più equilibrati meccanismi “a check & balance criterio” quanto il SEMIALTERNO enuclea quale sistema più completo per snellire sistematicamente i processi in una costante virtuosa ricorsiva funzionalità tesa ad implementare efficienza ed a riverberarla in tutta la galassia nel suo complesso di cui la stessa società si compone: politics, policy and polity! Il SEMIALTERNO si esprime attraverso un sistema a meccanismi completi per snellire sin dagli ingressi ed accelerare i processi per la designazione elle rappresentanze e nel contempo massimizzare governabilità-decisionalità, rappresentatività, economicità gestionale implementando sussidiarietà!
    1) Il SEMIALTERNO è un “idealtipo” sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e,
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia)
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale - idealmente non a base “regionalista”).
    4) Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”- il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma, non per inverso, in quanto la modalità proporzionale può ininterrottamente continuare a ripetersi quando la legislatura si concluderà nei suoi fisiologici tempi ovvero dopo 5 anni come attualmente accade!
    5) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” si manterrà distinta rispetto a quella sua complementare rappresentata dal “maggioritario” per così far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione e così ingenerare quell’effetto concorrenziale indispensabile ad agevolare la suddetta governabilità – decisionalità…
    6) Un’ulteriore prerogativa potrebbe essere rappresentata come suddetto dal disconoscere rappresentatività all’astensione al voto bianco e nullo!
    Giacché democrazia e libero mercato incontrovertibilmente sono facce della medesima medaglia che si presidiano quando vigono regole “a check & balance criterio” semplici, complete e cristalline e non parziali bensì chiare e trasparanti che effettivamente tutelino la concorrenza ed implementino la qualità… questo per non ritrovarci schiacciati dentro un blindato bipartitismo a soli due partiti (american’s way type a soli barriti o ragli!) che ha prodotto l’attuale crisi globale recessiva: avendo causato per palese “bipartisan collusivo inciuccio” l’attuale indefinito tsumani finanziario che tuttora ci sommerge nell’attuale recessione. Che taluno “come modello a bipartitismo coatto” vorrebbe emulare quando alcun mercato per rendersi efficiente potrà reggersi e mantenersi efficiente con soli due monopolisti utenti ma solo quando rimarrà aperto quanto con il SEMIALTERNO si propugna. Pertanto, per presidiarsi ad entrambe servono regole chiare e trasparenti affinché se ne possano per “feed back” effettuare incisivamente i fisiologici necessari controlli, giocando d’anticipo semmai procedendo nell’allargare il mercato, prima d’arrivare alla frittata e/o quando siano già scappati i buoi… nei paradisi fiscali!
    Quindi, non possiamo permetterci per assopimento o per mancanza di memoria storica, permettere che la casta ci propini in continuazione sempre più blindate modalità (liste) elevando soglie per innalzarsi la posta in gioco per drenare sempre più il mercato opzionale ed ingenerare astensionismo per ulteriormente mantenersi intransitiva e per rinchiudersi sempre più a riccio nella sua comoda speculativa autoreferenzialità. Quando all’incontrario si richiedono aperture per meglio sintonizzarsi all’iperbolica accelerazione con la quale la realtà evolve ed incede (Moore) necessaria a facilitare concorrenza quale vero presidio e tutela quanto di controllo agli stessi processi senza rischiare di incorrere nei soliti precedenti sbagli ed abbagli! Quelli stessi errori che ci mantengono tuttora in mezzo al guado perché appesi a rigidi modelli “zattera” del compassato frutto di statuizioni formalmente corrette che ci mantengono in una peritura Odissea fatta di quelli ciclici sconnessi, inefficaci, ricorsivi ed referendum ed intermittenti inefficaci bicamerali gestite dai soliti “Penelopi croupier di casta” intenti a ripristinare il solito famigerato gioco dell’oca dove solo continuare a sguazzarvici ma, sempre senza mai volare!
    Modalità da cui discende tutto il contenzioso tuttora inevaso senza far sì che ciò avvenga nel modo più fisiologico ed appropriato che un completo equilibrato sistema elettorale permetterebbe e poi conservarlo nel tempo inserendolo direttamente nella nostra Costituzione -“embeddandolo”- affinché ogniqualvolta non ne debba subire inopportune manipolazioni e ritrovarsi con i suoi assetti rimaneggiati, cambiati e depotenziati o tal’atra volta venga come sistema reso inefficace ad assolvere ai compiti, cui dovrebbe essere preposto! E, ci si debba rimettere a quegli abusati speculativi “pitstops” per ibridare sempre lo stesso modello elettorale; applicando o togliendo correttivi a dinamiche proporzionali rispetto a quelle maggioritarie e viceversa e/o talvolta variandone in percentuale le quote sul quanto di proporzionale rispetto al “suo complementare” maggioritario in un “eterno continuum a mo’ dell’iper abusato gioco dell’oca” i cui manifesti “negativi” esiti purtroppo sono sempre più palesemente evidenti!
    Giacché, anacronistico risulta continuare mollare la transitoria zattera di galleggiamento del Porcellum essendo di per sé, un residuo di una precedente legge elettorale, alla quale restiamo aggrappati per poi magari attaccarsi a quella più stretta del Guzzettum per successivamente, come ha già qualcuno accennato di volersi riattaccare a quella precedente zattera del Mattarellum per così ripristinare o mantenerci prigionieri di quel solito famigerato gioco dell’oca. Quando una diversa realtà reclama radicali sistemiche strutturali innovazioni per svezzarsi dalla precedente “fase di democrazia discente!” Urgono adeguamenti per portare a compiutezza i meccanismi del sistema elettorale e risultare strutturalmente verso l’interno quanto nella compagine mondiale, competitivi!
    Pertanto, al referendum ad ognuno dei tre voti sarebbe dargli la più opportuna possibile valenza per ottenere il più proficuo tornaconto a favore del cittadino utente, consumatore, ecc. quanto per migliorare la nostra democrazia nel suo insieme Quindi, nel contingente per strategicamente promuovere soluzioni d’avvicinamento per far sì che i processi politici avvengano nel modo più celere ed efficiente possibile come si propone nel SEMIALTERNO … al 21-22 nella consapevolezza del fatto che si “voterà” su un residuo di una legge elettorale dichiarata esplicitamente “porcata” sii selettivo scegliendo magari quanto si propone:“NO” al 1° quesito (od astensione) e Sì al 2° ed al 3°!

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