Undici domande (e un sassolino) a Franco Rotelli

Undici domande (e un sassolino) a Franco Rotelli

Undici domande (e un sassolino) a Franco Rotelli:

1_come/quando ha saputo della nomina del Suo successore?
2_come giudica questa mancata comunicazione ai diretti interessati?
3_com’è diventato Direttore?
4_cosa non ha funzionato nel suo rapporto con l’Assessore Kosic?
5_da uno a dieci quanti pregiudizi questa amministrazione regionale aveva nei Suoi confronti?
6_c’è qualcosa che avrebbe potuto fare per farsi riconfermare?
7_cosa farà adesso?
8_Lei ha visto tre assessori alla Salute, dia loro un voto!
9_quale consiglio darebbe al Suo successore?
10_quale risultato del Suo mandato Le è particolarmente caro?
11_che significato ha, per Lei oggi, il recente conferimento del Sigillo della Provincia?

+ si tolga un sassolino dalla scarpa
dica una cosa che prima, per il Suo ruolo, non poteva proprio dire!

4 Risposte a “Undici domande (e un sassolino) a Franco Rotelli”

  1. Chiara Strutti Says:

    E’ un piacere sentire parole che fanno capire e pensare e non, come sempre più spesso accade, enunciazioni di principio che nascondono altro. Se si ascolta bene, senza pregiudizi, Rotelli indica una possibilità. Ci chiede di scegliere,facendoci notare che è sempre più faticoso includere che escludere. Soprattutto quando si detengono ruoli di potere, ma non solo. Non vedo ragioni per non perseguire questa strada, soprattutto se si è dipendenti pubblici. Grazie a voi di FVG24 per darci messaggi chiari.

  2. ofelia altomare Says:

    E’ un piacere sentire argomentazioni intelligenti, logiche, e rispettose sempre. E’ un piacere sentire il rispetto, la buona educazione, la delicatezza nelle valutazioni e la fermezza, la trasparenza, il coraggio. E’ un piacere aver avuto la grande opportunità di lavorare con il Dott. Rotelli, e di aver visto le teorie, i valori, i progetti divenire pratica. Perchè dai grandi maestri si impara: cose nuove molte volte, e molte volte a non sbagliare più. Se si è disposti ad imparare. Se si crede nella gente. Se le intelligenze si uniscono. Se la priorità non è il proprio interesse. Ma per quante intelligenze si possano unire, comprendere le recenti scelte politiche risulta alquanto complicato. Grazie alla redazione di FVG 24.

  3. angela pianca Says:

    Da 36 anni ho l’onore ed il privilegio di lavorare con la persona geniale e straordinaria che è Franco Rotelli, di far parte della sua equìpe, prima in salute mentale e, poi in distretto.Il dottor Rotelli ha sempre lavorato insieme a tutti, per costruire risposte concrete ai bisogni della gente, ascoltando e stimolando il confronto quotidiano tra punti di vista, tra professionalità e discipline diverse. Così ha inventato e costruito un sistema capillare di servizi sul territorio, dentro alla cultura e alle pratiche del ‘prendersi cura’, che ci rendono punti di riferimento a livello internazionale.E’ riuscito a riconvertire ed usare risorse per allestire luoghi, ambiti, spazi per lo sviluppo di reti di formazione, di informazione e di relazioni, coinvolgendo intelligenze e professionalità molteplici, a disposizione dei cittadini. Per garantire l’accesso a tutti e a tutti la possibilità di essere curati in sicurezza a casa propria. A partire dalle persone più fragili. Si, risulta proprio complicato comprendere la scelta politica di non riconfermare un uomo di questa qualità. Un sentito grazie alla redazione.

  4. stefano roveda Says:

    Non si tratta dell’unica barbarie ma senza dubbio davvero significativa. Sarebbe interessante sentire cosa ne pensa chi attualmente fruisce dei servizi offerti dall’Asl e soprattutto riverificare fra 6 mesi o un anno eventuali cambiamenti.
    Questo passo chiude un’era e mi auguro ne apra un’altra altrettanto feconda che necessariamente dovrà rivolgersi oltre il territorio di Trieste.
    Dalle interviste che abbiamo realizzato a Trieste trattando di tutt’altri temi e su un campione eterogeneo di cittadini emerge chiaramente che l’esperienza dell’exOPP è considerata con grande stima e rappresenta un valore della città di cui tutti sono orgogliosi. Un valore di cui forse non tutti sono pienamente consapevoli.

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