Il principesco Seebad Berghotel di Sistiana del Gruppo78

Il principesco Seebad Berghotel di Sistiana del Gruppo78

Il videomaker Matteo Giacopci partecipa all’operazione di arte pubblica “La città radiosa”, promossa dal Gruppo78 e curata da Maria Campitelli, mappando il Seebad Berghotel di Sistiana. Giacopci spiega così la sua attrazione per i luoghi abbandonati: “Fin da giovanissimo visito posti che la gente ha dimenticato, posti che nonostante il passare del tempo trasmettono ancora il fascino che possedevano allora. Immagino come dovevano essere la gente che li frequentava o che ci lavorava, l’atmosfera che si respirava.”
Il Seebad Sistiana Berghotel venne costruito probabilmente su commissione del Principe Alessandro della Torre e Tasso, tra il 1906 e il 1909, in un’area diventata un importante centro turistico. Di prima categoria, realizzato su cinque livelli con struttura portante in mattoni pieni e solai prevalentemente in legno, aveva accesso da nord in modo da lasciare il fronte mare libero alle stanze. Sul lato nord erano localizzati anche i servizi igienici, la stireria e il guardaroba. Le stanze di maggior pregio, sia per le maggiori dimensioni che per il bagno interno, erano collocate nelle torri laterali. Le stanze a sud dei primi tre livelli erano provviste di ampie terrazze con ringhiere di ferro battuto in stile liberty. La sala da ballo, la cucina e la sala da pranzo erano localizzate nella dependance, raggiungibile attraverso un collegamento coperto. L’albergo subì vari danni a causa della guerra e di avversi eventi atmosferici. Furono presentate delle proposte per il rinnovamento, mai attuate, e dal 1943 l’albergo rimane inutilizzato e in forte stato di degrado.

Il progetto “La città radiosa”, aperto ai giovani e a nuove idee, riveste anche una funzione educativa in quanto si propone di far conoscere luoghi dimenticati e accantonati della nostra città, di stimolare la loro scoperta e relativa indagine per un approfondimento cognitivo ed una successiva eventuale revitalizzazione. Quest’ultima da effettuarsi tramite i linguaggi ibridati dell’espressività contemporanea e le più aggiornate versioni della ricerca architettonica/urbanistica, sì da integrare passato e futuro, con uno sguardo attento all’ambiente.
L’operazione si svolge con la partecipazione della Facoltà di Architettura dell’Università di Trieste e di altre strutture e associazioni giovanili attive nel territorio cittadino, perché è nato da comuni interessi e necessità maturati in quest’area nel corso dell’attuazione del progetto “Public Art a Trieste e dintorni”. È un progetto collettivo che insiste sul territorio con l’obiettivo di provocarne una rinnovata sensibilizzazione e una consapevole appropriazione.
Il sito web dedicato, creato ad hoc ed altamente interattivo, è articolato in tre segmenti in quanto il progetto prevede tre fasi distinte :
- Mappatura o censimento dei siti pubblici o privati definibili come “luoghi dismessi”
- Progettazione di interventi
- Realizzazione di uno e più interventi progettati
info: www.lacittaradiosa.eu
www.flickr.com/photos/jecko79

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