La città radiosa: seconda e ultima puntata del film horror “l’Albergo”

La città radiosa: seconda e ultima puntata del film horror “l’Albergo”

Il cortometraggio horror “l’Albergo” del videomaker Matteo Giacopci, che ritrae nei suoi aspetti più inquietanti ed affascinanti l’ex-Hotel Obelisco di Opicina, partecipa all’operazione di arte pubblica “La città radiosa”, promossa dal Gruppo78 e curata da Maria Campitelli. Giacopci racconta così il suo interesse e la sua frequentazione di questo luogo abbandonato: “E’ dal ‘95 che lo visito, di tanto in tanto. Quand’ero piccolo, nell’81 circa, i miei genitori mi ci portavano a bere un’aranciata dopo le passeggiate sulla Napoleonica. Ma già nell’82 chiuse, semplicemente. Letti rifatti, tutto pulito, tutto vuoto. Chiuse porte e finestre, e via! La piscina e i campi da tennis vennero presi in gestione da un’altra società; l’ultima, prima della chiusura anche di questi, è stata la “TennisSportObelisco”. Mezza Opicina ci è entrata e lo ha saccheggiato di piatti, posate, lampade, piastrelle, mobili, materassi, lenzuola, … All’inizio del ‘95 aveva ancora i divani nella hall e nei salottini ai piani, e potevi trovare ancora le brochure promozionali (un gran bel posto!). C’erano ancora le porte alle stanze e, quando soffiava la bora, dentro era tutto uno sbattere di porte e, essendo quasi completamente vuoto, c’era anche tantissima eco! Nei bagni ancora qualche specchio con le lampadine ai lati, qualche armadio a muro e una bellissima lampada da terra inox degli anni ‘70 (che fine avrà fatto? io lo so…).

Poi è diventato meta di soggiorno dei clandestini, ha preso fuoco la hall per un fuoco acceso all’interno, per scaldarsi probabilmente, e quindi lo hanno svuotato completamente e hanno chiuso le possibili entrate con le porte recuperate dalle stanze. Poi è stato tutto un gran “via vai” di gente: le porte alle finestre venivano tolte e rimesse di continuo (lo so perchè ci passavo in autobus davanti ogni giorno, per ben due volte!). L’anno scorso ci hanno trovato dentro un’intera famiglia di clandestini con bambini molto piccoli. Così un inverno compare un articolo su Il Piccolo: tutta la città indignata (capirai, è dall’inizio degli anni ‘90 che è rifugio abituale di clandestini e per tutti gli anni ‘80 meta di satanisti e luogo di feste abusive nella ex sala congressi) e conseguente chiusura con mattoni di ogni possibile accesso. Peccato che, quando ho fatto io il primo giro esplorativo per le riprese del corto nel febbraio 2009, i mattoni messi sulla porta sul retro erano già stati tolti e, al momento delle riprese, ne erano stati tolti degli altri… Nell’arco di tre visite per effettuare le riprese, all’esterno ogni volta c’erano vestiti diversi lasciati in giro e resti di spese nelle borse del supermercato. All’interno un’intera camerata con materassi presi chissà dove e allestita nei sotterranei nell’arco di una sola settimana. Devono essere in tanti a dormire là… ”
info: www.lacittaradiosa.eu
www.flickr.com/photos/jecko79

Una Risposta a “La città radiosa: seconda e ultima puntata del film horror “l’Albergo””

  1. in che giorno esatto chiuse l hotel Says:

    mi ge andro fra poco ci sara unaa sorpresa da parte mia mr 93 e sincmaster 89

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