Architettura animale per ratti: la topaia di Massimo Premuda a Villa Revoltella

Architettura animale per ratti: la topaia di Massimo Premuda a Villa Revoltella

L’artista Massimo Premuda, in collaborazione con il videomaker Carlo Pacorini, ha realizzato il video TOPAIA_Rat’s Hotel, all’interno della complessa operazione di arte pubblica “La città radiosa”, dedicata ai luoghi abbandonati di Trieste e della sua Provincia, curata da Maria Campitelli ed innescata dal Gruppo78 International Contemporary Art.
TOPAIA_Rat’s Hotel racconta il lavoro di Massimo Premuda nel costruire le due foto-collage, illustrative delle dimore-albergo per topi, ideate per la casa abbandonata del giardiniere di Villa Revoltella. Nell’immaginazione dell’artista i topi divengono abili costruttori, capaci di crearsi nicchie dotate di foro d’ingresso, stile emmenthal e con riferimento alle piccionaie, che moltiplicandosi formano strutture a mo’ di grattacielo in miniatura. Il progetto consegue alle bizzarre e futuribili ipotesi di edilizia popolare per piccoli roditori domestici formulate da Premuda, orientandosi verso un’architettura animale sempre più attuale e discussa. La cosa curiosa è che il lavoro molto delicato, trattandosi di incollare alla perfezione questi mini-moduli per formare il caseggiato, avviene in mezzo a topi veri – gli ospiti futuri del progetto – che scorrazzano con disinvoltura tra le mani dell’artista, sul tavolo di lavoro.

“La città radiosa” è un progetto di arte pubblica che consegue a “Public Art a Trieste e dintorni”, la complessa operazione innescata dal Gruppo78 e svoltasi tra il 2007 e il 2008 sul territorio del capoluogo giuliano. È nato dalla volontà di individuare luoghi abbandonati, disabitati e dismessi, in una parola de-antropizzati, della città di Trieste e della sua Provincia. I luoghi riguardano sia strutture architettoniche che spazi aperti, parchi o giardini abbandonati, o quegli interstizi anonimi – che Jilles Clément definirebbe “spazi indecisi” – lacerti di insediamenti naturali ai margini delle costruzioni, che s’insinuano nel tessuto del territorio urbano e soprattutto suburbano.
Il titolo si riferisce a Le Corbusier che nel 1935 teorizzò “La città radiosa” ridisegnando l’architettura e lo spazio abitativo in chiave razional/funzionalista. Vuole essere dunque una sorta di auspicio positivo, vagamente velato d’ironia, in una situazione opposta, di mancanza e di abbandono, che contiene tuttavia una potenziale spinta di trasformazione e di recupero attraverso ipotesi d’intervento creative, anche utopiche o visionarie, che contribuiscano innanzitutto al riconoscimento di tali siti, e di seguito al loro eventuale riassetto e riutilizzo.
info: www.lacittaradiosa.eu
www.gruppo78.it

Una Risposta a “Architettura animale per ratti: la topaia di Massimo Premuda a Villa Revoltella”

  1. cesare Says:

    Originale il progetto, soprattutto in riferimento all’organizzazione del mondo dei topi. Ma a dire il vero, questi ultimi, non mi hanno mai attratto. Forse, anzi certamente, sbaglierò!
    Considerazione personale.

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