Prosecco: gli ex-magazzini Gottardo Ruffoni location per film horror del Gruppo78

Prosecco: gli ex-magazzini Gottardo Ruffoni location per film horror del Gruppo78

Il videomaker Matteo Giacopci firma il cortometraggio dal titolo “La Fame (Hunger)-porte e transenne sempre ben fissate”, all’interno degli ex-magazzini Gottardo Ruffoni di Prosecco, partecipando all’operazione di arte pubblica “La città radiosa”, curata da Maria Campitelli ed innescata dal Gruppo78. Giacopci, con la partecipazione di Alessandra Lorenzi, Claudio Giacopci, Massimiliano Colli, Peter Schillani e Veruska Danieli, dirige un horror in cui gli inquietanti magazzini, ormai dismessi, fanno da sfondo ad una storia di grande suspence… questa è solo la prima parte, ma per vedere come andrà a finire, bisogna aspettare la seconda e ultima puntata!

Fascinosi da sempre, i “luoghi abbandonati”, siano essi strutture architettoniche fatiscenti, deposito di memorie rimosse, o spazi aperti “indecisi”, deantropizzati, privi di funzione, oggi essi suscitano nuova attenzione ed interesse, in una rilettura del territorio urbanizzato e non. All’eccesso di pianificazione, di organizzazione razionale, di invasivo costruire – sì da annullare le distanze tra città e città, riducendo campagne, boschi, prati - in sostanza alla saturazione del concetto di urbanizzazione, si contrappone una ricerca e una valorizzazione dello scarto, di ciò che si insinua tra il costruito, di ciò che rimane al margine, che nella imperante mentalità occidentale è lasciato da parte perché non produttivo. Questa tendenza opposta all’urbanizzazione è in atto ormai da tempo, portata avanti da gruppi come gli Stalker a Roma (il cui nome riconducendoci al celebre film di Tarkovskij, è tutto un programma) o, su un altro versante, quello dei territori naturali liberi intesi come rifugio delle diversità, perseguiti dal grande paesaggista Gilles Clement. Insignificanti frammenti territoriali, di cui è intessuta ogni regione, nel loro abbandono garantiscono diversità biologiche altrimenti schiacciate dal cemento. E torna utile ricordare, a questo proposito, anche il lavoro dell’artista Jef Geys “Quadra medicinale” presentato al padiglione del Belgio all’attuale 53° Biennale di Venezia che è un’indagine svolta con scientifica precisione e nel contempo con una poetica visualizzazione, sulle piante spontanee che crescono ai margini delle costruzioni in qualsiasi centro abitato.
Gli Stalker appunto parlano di “territori attuali” che costituiscono il negativo della città costruita, “luoghi del divenire inconscio dei sistemi urbani” dove “attuale” significa “diventare altro” in proiezione futura. Luoghi della trasformazione dunque, con ipotesi di ridefinizione e di rinascita tra gli anfratti di una natura non costretta, ancora indomita spesso intrecciata, in imprevedibili rapporti, con residui strutturali ormai deantropizzati.
info: www.lacittaradiosa.eu
www.flickr.com/photos/jecko79

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