Torino: Sara Alzetta prova Maria Farrar alla chiesetta di San Pietro in Vincoli

Torino: Sara Alzetta prova Maria Farrar alla chiesetta di San Pietro in Vincoli

a Torino l’attrice triestina Sara Alzetta prova la parte “Della infanticida Maria Farrar”, dal testo di Manlio Marinelli, nella suggestiva sede della chiesetta di San Pietro in Vincoli
di Massimo Premuda

L’attrice triestina Sara Alzetta prova la parte di Maria Farrar, dal testo di Manlio Marinelli, nella suggestiva sede della chiesetta di San Pietro in Vincoli di Torino.
“Della infanticida Maria Farrar” è una poesia di Brecht che ha accompagnato l’autore per molti anni. La narrazione di questa che potrebbe essere una ballata di De Andrè, presenta un andamento apparentemente oggettivo e didattico, ma dentro al testo cova un mondo che aspetta solo di esplodere. Questo è quello che ha fatto Manlio Marinelli in questo testo: ha dato la parola a quel mondo esistenzialmente devastato in cui si cova la ribellione tragica di Maria Farrar, un mondo in cui i poteri violenti e ipocriti dell’istituzione familiare o ecclesiastica pretendono di informare ogni declinazione dell’esistenza di un individuo. A ciò si ribella Maria Farrar.
Questo testo per una sola attrice, non è un monologo ma un polilogo, perché innumerevoli sono le voci che si inseguono in questa storia in cui il conflitto, che è alla base dell’evento drammaturgico che reclama la scena, si palesa in un concerto in cui ogni personaggio si incarna in un ritmo, in un tono, in un accento, nella grana della voce che occupa lo spazio e aspira a diventare corpo, corpi, persone.

Manlio Marinelli
E’ nato a Borgomanero in provincia di Novara nel 1973 ma ha vissuto quasi sempre a Palermo, dove ho lavorato per alcuni anni come drammaturgo residente con Teatro Libero-Stabile di innovazione della Sicilia, scrivendo due testi andati in scena (”Alkestis”, “Attori in fuga” regia di Lia Chiappara) e partecipando alla realizzazione di vari laboratori, spettacoli, eventi culturali. Ha pubblicato anche una monografia che si chiama “Per un teatro degli spazi” e ha collaborato ad alcune testate palermitane. Ha anche scritto “Emilia”, che ha vinto il premio Fersen e che è andata in scena sotto forma di lettura spettacolo per il festival Tramedautore, al teatro out-off di Milano e come spettacolo per il festival Quintessenza, al teatro I Candelai di Palermo, sempre con la regia di Domenico Bravo. Due testi (”Emilia”, “Condannati alla colpa”) sono pubblicati nei primi due volumi delle antologie Premio Fersen della casa editrice Editoria e Spettacolo.

Sara Alzetta
Sara Alzetta si è formata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma e alla scuola del Piccolo Teatro di Milano.
Ha lavorato al Piccolo Teatro di Milano, in diversi spettacoli di Giorgio Strehler - ”Arlecchino servitore di due padroni” e “Faust”.
Prosegue poi il suo percorso professionale sotto la direzione di Giancarlo Cobelli, Walter Manfrè ”Il Vizio Del Cielo”, “Le Confessioni” Marco Mattolini, Nanni Garella ”Anatol”, Gianfranco De Bosio ”La Betia” e “La Vaccaria”, Armando Pugliese ”Estate e Fumo” e “Il Tartufo”, Giuseppe Dipasquale ”L’orestea”, Massimo Castri ”John Gabriel Borkman”, Toni Servillo ”Il Lavoro Rende Liberi”, Alessandro Marinuzzi ”Destis”.
Da un paio d’anni si è avvicinata alla sperimentazione video e alle arti visive in generale, lavorando come performer per diversi artisti.
Protagonista di “Sara”, cortometraggio di Francesco Momberti, presentato al Torino Film Festival all’interno dell’iniziativa “Walls & Border”.

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