Le Operette Morali e le armi del ridicolo

Le Operette Morali e le armi del ridicolo

l’attualità delle Operette Morali di Giacomo Leopardi nella riduzione della Compagnia L’Argante nello “Scaffale XXI” di Corrado Travan, prodotto dal Politeama Rossetti nell’ambito della stagione Altri Percorsi della Sala Bartoli
di Massimo Premuda

Il regista Mario Martone sta lavorando a una drammaturgia tratta dalle “Operette Morali” di Giacomo Leopardi, il critico e studioso Pietro Citati ne ha appena curato una biografia di successo che cerca di sottolineare aspetti meno noti e scontati del grande poeta.
Non tutti sapranno che una messinscena tratta dalle Operette Morali era in programmazione già la scorsa primavera al Politeama Rossetti, nell’ambito della stagione Altri Percorsi della Sala Bartoli.
Con “Scaffale XXI” Corrado Travan, a capo della Compagnia L’Argante, ha voluto accompagnare lo spettatore alla scoperta delle parecchie sorprese che Leopardi può riservare, cercando di andare oltre i luoghi comuni più diffusi e scolastici. La drammaturgia prevedeva una garbata conversazione in prosa e musica a fare da cornice alle perle più luminose racchiuse nelle Operette morali. Un assieme di dialoghi e prose ricchi di suggestioni poetiche ma soprattutto venati d’umorismo: racconti favolosi sull’origine del mondo, del tempo e dello spazio, del piacere e del dolore, animati da figure fantasiose. Come ci teneva a sottolineare l’autore, le “Operette” portano in commedia «quello che finora è stato proprio della tragedia, cioè i vizi dei grandi, gli assurdi della politica, la somma delle cose, della società, della civiltà presente, le infamie non degli uomini ma dell’uomo». Andate in scena per appena sei giornate, Scaffale XXI è stato un toccante omaggio non solo alle Operette, ma all’ironia, all’intelligenza, persino alla preveggenza civile di Leopardi poeta e pensatore.

SCAFFALE XXI, di: Corrado Travan, scene: Raimondo Pasin, costumi: Francesca Novati, regia: Corrado Travan
interpreti: Sara Alzetta, Adriano Braidotti, Francesca Campello, Giulio Morgan, Chiara Beccari, Corrado Travan. al pianoforte Marco Barbato

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