martedì 29 novembre, ore 21.00: SUCCO D’ACETO al Teatro Miela
atto unico scritto e diretto da Pino Roveredo in scena con La Compagnia Instabile
nell’ambito di PIU’ O MENO POSITIVI, Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS Trieste
di Massimo Premuda

Succo d’aceto è un atto unico, dove Pino Roveredo scrive, racconta e ricorda il suo percorso di vita, percorso riempito con i gesti innaturali delle “Capriole in salita”, gesti impossibili lanciati contro la montagna della vita, e che nel loro insistere frequentano l’abitudine delle escoriazioni, delusioni, dolori, fatiche, sconfitte, saluti …
Percorso narrato e rappresentato con gli umori scuri del carcere, del manicomio, e di tutte quelle miserie, amori, creature, che hanno dato un senso all’abbraccio di una cara compagnia. Così, sul palco, con Pino, tornano le rughe della madre, la sete assurda del padre, i sessant’anni di ospedale psichiatrico di Cecilia, il terrore del carcere, e le storie eterne girate sulla presenza di Fulvia, presenza assenza che, per una montagna che non esiste più, racconterà sempre la stessa storia.
Montagne da perdere, montagne anche da vincere, e da conquistare con la fatica dei passi, tentando di conquistare quella cima che regalerà … il piacere di una giravolta in discesa.
“SUCCO D’ACETO … è la traccia del mio percorso fatto di capriole in salita, e dentro questo percorso mi concedo la bellezza e la libertà di fare entrare alcune persone che con i loro muscoli e amore, continuano a girare nella mia memoria con la forza dell’eternità. Persone che si sono morsicate la vita, e che oggi mi tornano col rammarico di una canzone che non posso più frequentare.”
Pino Roveredo

La Compagnia Instabile nasce più di dodici anni fa, in occasione di un Corso di Scrittura tenuto da Pino Roveredo al Centro Diurno del Ser.T di Trieste, dove, per sopperire alla costrizione didattica di carta e penna, si è usata in prevalenza la calligrafia della voce.
La Compagnia Instabile, negli anni, non si è formata solo con le voci dei ragazzi con problemi di tossicodipendenza, ma per una scommessa dell’ideatore, anche da inserimenti cosiddetti “sani”, come ad esempio: i propri figli, gli studenti, gente comune … dimostrando che con l’integrazione e l’unione, si riesce poi a sgretolare quel muro d’incomprensione e incomunicabilità che spesso esiste tra le due realtà.
Una realtà che col tempo, ha portato la sua voce e pelle, in molte città d’Italia (Trieste, Udine, Pordenone, Padova, Verona, Chieti, Milano, Napoli, Bari, …), riuscendo a raccontare in un’ora di spettacolo, quello che non si è capito in anni di vita. In questi anni, tutti i passaggi (oltre centocinquanta ragazzi) hanno contribuito a costruire il copione. Tutti, anche quelli che sono passati con la velocità della presenza, perché comunque hanno lasciato qualcosa … Chi, qualche riga d’umore, chi, appunti di solitudine, o chi, accenni di ricordi sussurrati con la voglia di non essere inutili. Qualcuno ha lasciato anche il suo silenzio, un silenzio che è stato scritto sui testi, perché il silenzio che gira nel disagio riesce a fare più rumore di una voce.

martedì 29 novembre, ore 21.00
Teatro Miela, piazza Duca degli Abruzzi 3, Trieste
La Compagnia Instabile presenta
SUCCO D’ACETO
atto unico scritto e diretto da Pino Roveredo
ingresso libero

info: www.2001agsoc.it

4 Risposte a “Teatro Miela, 29 novembre: il succo d’aceto di Pino Roveredo con la sua compagnia instabile”

  1. cesare Says:

    Pino Roveredo, encomiabile persona, che attrverso la sofferenza, ha fatto delle sue tristi esperienze trascorse virtù, per elargire, adesso, ad altri che ne hanno bisogno, il suo apporto umano, ricco di un passato pesante, e per questo, ora, umanamente valido e costruttivo.

  2. cesare Says:

    Premessa necessaria

    Ho voluto rendere un omaggio a due artisti [poetessa lei, scrittore e operatore sociale lui], che ho visto uniti in un umano, seppur differente, ma ingrato destino. Entrambi reclusi, lei in manicomio, lui, figlio di sordomuti, da giovane in carcere, per problemi di droga. Tutti e due hanno saputo, però, riscattarsi, rinascere e creare del bene.
    Per notizie su Pino Roveredo, vi invito a consultare “Wikipedia” su Google.
    ________________________

    PERCORSI VICINI
    (ad Alda Merini e a Pino Roveredo)

    Percorsi vicini
    di pene e dolori,
    per due cui la vita
    non fu generosa.

    Il loro soffrire
    li ha resi più umani,
    e l’arte li ha visti
    avere riscatto.

    A lei il manicomio,
    lui chiuso in prigione,
    ne seppero uscire,
    con ampio successo.

    Trovarono il modo
    di dar pur aiuto,
    con versi e parole,
    ma anche coi fatti.

    Lei ora non c’è,
    lui è vivo e lavora,
    ponendo il suo genio
    in sana scrittura.

    Cesare Borroni
    (29-11-’11)
    _________________

    Alda Merini (foto)
    [IMG]http://i39.tinypic.com/5p4mk0.jpg[/IMG]

    Pino Roveredo (foto)
    [IMG]http://i40.tinypic.com/11vp4ew.jpg[/IMG]

  3. cesare Says:

    Premessa necessaria

    Ho voluto rendere un omaggio a due artisti [poetessa lei, scrittore e operatore sociale lui], che ho visto uniti in un umano, seppur differente, ma ingrato destino. Entrambi reclusi, lei in manicomio, lui, figlio di sordomuti, da giovane in carcere, per problemi di droga. Tutti e due hanno saputo, però, riscattarsi, rinascere e creare del bene.
    Per notizie su Pino Roveredo, vi invito a consultare “Wikipedia” su Google.
    ________________________

    PERCORSI VICINI
    (ad Alda Merini e a Pino Roveredo)

    Percorsi vicini
    di pene e dolori,
    per due cui la vita
    non fu generosa.

    Il loro soffrire
    li ha resi più umani,
    e l’arte li ha visti
    avere riscatto.

    A lei il manicomio,
    lui chiuso in prigione,
    ne seppero uscire,
    con ampio successo.

    Trovarono il modo
    di dar pur aiuto,
    con versi e parole,
    ma anche coi fatti.

    Lei ora non c’è,
    lui è vivo e lavora,
    ponendo il suo genio
    in sana scrittura.

    Cesare Borroni
    (29-11-’11)

  4. cesare Says:

    Mi dispiace, ma le foto non sono apparse sotto la poesia, che allora ho riproposto, pensando che i link delle immagini, peraltro non visibili, venissero cancellati nella prima copia. Così non è stato.

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