TRIESTE 2010: che cos’è “salute mentale” - Tutte le plenarie in diretta web!

Inserito il: 8 febbraio 2010
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A partire da mercoledì 10 febbraio sino a sabato 13 febbraio, FVG24.it trasmette tutte le sessioni plenarie, dalle 9.00 c.a alle 13.00 c.a, in diretta dal Teatrino di San Giovanni di Trieste. Si comincia mercoledì con la sessione “Diritti globali e istituzioni/Crimini di pace (The Winter of our Discontent”.

“Trieste 2010: che cos’è salute mentale?” al via domani i workshop

Inserito il: 8 febbraio 2010
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Si apre domani (martedì 9 febbraio), alle 15, il meeting “Trieste 2010: che cos’è salute mentale?”: in programma un ciclo di seminari dalle 15 i SEMINARI che vedranno la partecipazione, fra gli altri, di Giuliano Scabia, Giuseppe Dell’Acqua, Gloria Carlesso, Alan Rosen, Maria Grazia Giannichedda, Giorgio Bignami, Pier Aldo Rovatti, Paolo Cendon e Franco Scarpa. In particolare, al workshop su  “La narrazione e i suoi linguaggi”  parteciperanno il regista Giuliano Scabia, l’attore Claudio Misculin, gli psichiatri Giuseppe Dell’Acqua e Matteo Impagnatiello, e in veste di narratori Alice Banfi, Madia Marangi e Federico Scarpa. Fra i relatori ospiti nei prossimi giorni al meeting spiccano psichiatri, sociologi, antropologi e filosofi di rilievo mondiale:  come Nikolas Rose, recente autore del volume “La politica della vita” (Einaudi), Robert Castel, teorico fra i più attenti alle questioni del manicomio prima ed oggi dell’insicurezza sociale, l’economista brasiliano Paul Singer, sottosegretario nel suo Paese per l’economia solidale, Steven Segal, direttore della Scuola di Welfare dell’Università di Berkeley, l’australiano Alan Rosen e lo statunitense Richard Warner, tra i più significativi esponenti di una psichiatria sociale e di comunità attenta ai cambiamenti dei servizi, i docenti, ricercatori e saggisti Pier Aldo Rovatti ed Edoardo Boncinelli, la sociologa e docente Ota de Leonardis, e inoltre Benedetto Saraceno, direttore del Dipartimento Salute Mentale dell’OMS, Matt Mujien responsabile dell’OMS Europa, Luciano Carrino, rappresentante del Comitato Scientifico Inter Agenzie delle Nazioni Unite per la Cooperazione allo Sviluppo Umano.

Poesia di Alda Merini (1931-2009)

Inserito il: 7 febbraio 2010
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Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

[ Alda Merini, da Vuoto d'amore, 1991]

Trieste 2010: cos’è la salute mentale?

Inserito il: 7 febbraio 2010
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Il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina

organizza Trieste 2010: che cos’è la “salute mentale”? Per una rete mondiale di salute di salute comunitaria.

INCONTRO INTERNAZIONALE  9 - 13 FEBBRAIO

San Giovanni Parco Culturale

Per il programma:

www.trieste2010.net


Marco Cavallo: un simbolo di libertà

Inserito il: 7 febbraio 2010
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www.triestesalutementale.it

Il primo Laboratorio “P” - Marco Cavallo:
Nel gennaio 1973, nel Padiglione “P”, uno dei primi reparti svuotati da Basaglia, arrivano gli artisti, tra cui Giuliano Scabia, uomo di teatro, scrittore, regista, attore e Vittorio Basaglia, pittore e scultore. Il laboratorio accoglie centinaia di ricoverati, invitati a scrivere, disegnare, raccontare, partecipare, esprimersi. Angelina Vitez, una ricoverata, disegna un cavallo, lo divide in 6 scomparti in cui disegna un vaso di fiori, un’oca, una pentola, una casa, un albero, Pinocchio. Così nasce Marco Cavallo, realizzato da Vittorio Basaglia in legno e cartapesta. Nella sua pancia conterrà i desideri dei ricoverati: l’orologio di Dino Tinta (che potendo uscire voleva poter sapere quando arrivava l’ora di ritornare in manicomio), il porto con le navi della giovinezza di Ondina, le Marie, il fiasco di vino, le scarpe, la corsa, l’amico, la libertà. Il cavallo uscirà dal manicomio il 25 marzo 1973, e dietro i matti, i medici, gli infermieri, i volontari, gli artisti. Il muro del manicomio cadeva.
Il Laboratorio “P” è stato uno degli strumenti fondamentali per arrivare al superamento dell’istituzione manicomiale. Grazie ad esso il mondo esterno è entrato ‘dentro’ e i matti sono usciti ‘fuori’. Le problematiche interne al manicomio sono diventate problematiche sociali, del territorio, e le persone internate hanno iniziato a usufruire delle risorse offerte dalla società.
Il Laboratorio “P” durerà alcuni anni.

Testi estratti da:
“Non ho l’arma che uccide il leone. Storie dal manicomio di Trieste.”
Giuseppe Dell’Acqua. EL Edizioni, 1980 Trieste